La causa della SB è ignota. La presenza di agenti infettivi, di una patogenesi autoimmune e di fattori genetici è stata intensamente valutata e studiata.

Agenti Infettivi.

Sia i dati epidemiologici che l’incidenza familiare favoriscono l’ipotesi di una genesi infettiva. Nei linfociti periferici di un numero limitato di pazienti è stato identificato con la polymerase-chain-reaction (PCR) un frammento di DNA del virus Herpes Simplex – 1 (HSV-1). Il DNA di HSV è stato anche identificato nelle biopsie delle lesioni ulcerative dei genitali , sempre con la PCR, ed in queste lesioni è stata identificata la proteina 289 binding-protein (bp) del DNA del HSV , assente nei controlli sani. Gli stessi autori hanno potuto evidenziare una reazioone positiva al DNA per il HSV nelle biopsie di ulcere intestinali dei pazienti affetti da SB. Ovviamente questi dati attendono conferma con studi su popolazioni di pazienti più estensive. Una possibile correlazione tra SB ed infezione da virus C è stata studiata, ma non stabilita. Nei pazienti con SB sono invece stati identificati anticorpi antistreptococcici verso alcuni tipi di Streptococcus sanguis (SS). I pazienti con SB presentano una frequenza maggiore di SS nella loro flora orale paragonati ai controlli, ed è stata confermata anche la presenza di anticorpi sierici verso certi sierotipi di streptococchi. In uno studio recente il DNA cellulare di SS è stato estratto da pazienti con SB e digerito (processato - DIGESTED) con E.Coli R1 . Il frammento è stato clonato ed è stato trovato un gene che codifica un peptide di 849 residui aminoacidici con una massa di 94.800 Da. Il ruolo di questa proteina non è stato chiaramente stabilito. E’ stata segnalata una associazione tra vasculiti ed infezione da Parvovirus B19. Dati recenti non sostengono un ruolo esercitato dal B19 nella patogenesi della SB, né è stata evidenziata una correlazione diretta tra il Parvovirus B19 e le manifestazioni articolari e vascolari della SB. Nel 1993 è stato riportato un incremento dell’isotipo di immunoglobuline A (IgA) di anticorpi specifici per la HEAT SHOCK proteina –65 (HSP65) del micobatterio della TBC , che può cross-reagire con certi sierotipi di SS. Inoltre, sono stati studiati sia in controlli sani che in pazienti affetti da SB la risposta T-proliferativa a quattro peptidi micobatterici HSP di 65 Da e di quattro peptidi omologhi derivati dalla sequenza del HSP umano di 60 Da. Si è osservata una significativa risposta gamma/delta T cellulare ai peptidi micobatterici ( nel 76% dei pazienti con SB) ed ai peptidi umani (nel 42 % dei pazienti con SB), rispetto a quanto osservato per i controlli ( nel 4 % dei casi). Per la specificità di questi peptidi in caso di SB, questa risposta proliferativa potrebbe essere applicata come test diagnostico. Tuttavia non è stato accertato un ruolo patogenetico di questi peptidi HSP. Meccanismi immunologici

Meccanismi autoimmuni sono coinvolti nella patogenesi della Sbsebbene non tutti gli autori siano in accordo nel definire la SB una malattia autoimmune. Le differenze maggiore tra SB e le malattie autoimmuni sono:

• la prevalenza del sesso maschile anzicchè femminile(soprattutto nelle forme più gravi di SB),

• la mancanza di una associazione con i cosiddetti tipi HLA dell’autoimmunità,

• l’assenza di autoanticorpi ,

• l’iperreattività B-cellulare

• e l’ipofunzione T-cellulare.

 

Forse è l’esposizione ad alcune sostanze chimiche come organofosfati ed alcuni composti organocloridrici , può esercitare un ruolo determinante nella patogenesi della malattia. Tuttavia sono stati descritti alcuni aspetti immunologici del SB. L’ aspetto microscopico più frequentemente nelle sedi di SB in fase attiva è una vasculite immuno-mediata. Al livello cellulare, infatti, T-cellule CD4 sono state trovate negli essudati flogistici perivascolari e le cellule Th1 rispondono a vari stimoli per produrre interleukina-2 (IL-2) , interferone-y (IFN-y) e tumor-necrosis-factor-B (TNF-B). Inoltre i livelli di interleukina-8 (IL-8) sono più elevati nei pazienti con SB in fase di attività. ; questa citokina ha un potente effetto sui neutrofili e partecipa alla risposta infiammatoria . In corso di malattia più grave sono stati trovati livelli sierici aumentati di IL-1B e di growth-factor basico dei fibroblasti. In uno studio recente, elevati livelli plasmatici di IL-10 è stato travato nei pazienti con SB indipendentemente dalla fase di attività della malattia , mentre i livelli di IL-12 e del recettore solubile del TNF (s-TNFR)correlerebbero con la attività di malattia . Gli autori suggeriscono che i livelli di s-TNFR possono essere considerati un marker biologico dia ttività della malattia. Livelli aumentati dei subset cellulari CD56+, CD4+CD16+, CD4+CD56+ e CD8+CD11B potrebbero indicare una aspecifica attivazione dei T-linfociti.In uno studio recente, un numero aumentato di cellule T y-delta e di cellule natural Killer (NK) è stato riportato discutendone un eventuale ruolo nella patogenesi della SB. Nelle sedi di maggiore flogosi, vi è un accumulo del subset gamma-delta BB3+ TCR delle cellule mononucleate ematiche che verosimilmente partecipano all’indizione ed al mantenimento della malattia locale. Il siero dei pazienti con SB aumenta l’aderenza di cellule polimorfonucleate normali alle delle cellule dell’endotelio ombelicale unmano, in monostrato, in vitro . Questo si può spiegare per un’aumentata espressione dei CD11a e CD 18 sui neutrofili normali e sulle molecole di adesione intercellulare 1. Questi risultati possono spegare il meccanismo responsabile dell’accumulo di neutrofili nella sedi di malattia. Al contrario, l’attivazione di monocidi può spiegare la produzione di citokine pro-infiammatorie responsabili della cronicità dell’infiammazione. Oltre a ciò nei tessuti sede di maggior flogosi del SB è stata identificata la formazione di immunocomplessi. La fibronectina è una componente di questi immunocomplessi e può partecipare alla clearance degli immunocomplessi. Tuttavia, non è stata stabilita alcuna relazione tra immunocomplessi circolanti e concentrazioni di fibronectina, è ciò indica che la presenza di immunocomplessi sulla parete vasale è indipendente dai livelli di immunocomplessi circolanti. I livelli plasmatici di endotelkina – 1 , aumentati in corso di SB, potrebbero essere correlati alla presenza di trombosi e vasculite. Tuttavia, elevati livelli di endotelina – 1 non correlano con i paramnetri clinici di SB. La sindrome da antifosfolipidi è caratterizzata da aborti spontanei, trombocitopenia, coinvolgimento vascolare, come trombosi venosa o arteriosa. Questa sindrome può primaria o secondaria se associata ad altre patologie autoimmuni o di altra eziologia. Vasculiti ricorrenti e trombosi sono gli aspetti chiave della SB e qualche aspetto clinico ricoreda quello della sindrome da antifosfolipidi.. Gli anticorpi antifosfolipidi detti lupus anticoagulante ed anticorpi anticardiolipina (IgG e IgM) sono i markers della sindrome. I sieri dei pazienti con SB sono stati studiati per evidenziare l’eventuale presenza di questi anticorpi. Sebbene solo 16 su 70 pazienti studiati fossero positivi per questi anticorpi, era presente una correlazione diretta statisticamente significativa tra la presenza di antifosfolipidi nella SB e la malattia vascolare retinica. La determinazione di anticorpi anticardiolipina può servire come marker di rischio aumentato di sviluppare qualche manifestazione clinica ; al contrario, questi anticorpi non giocano un ruolo maggiore nella patogenesi della SB. Il danno endoteliale può essere indotto da un aumentato livello sierico del fattore di von Willebrand. Questo fattore è aumentato nei pazienti con SB, specialmente in quelli con vasculite . Gli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA)è elevato in una minoranza di pazienti affetti da SB, ma anche in questo caso sono presenti soprattutto nei pazienti con vasculite.

Fattori genetici

 

Il ruolo dell’HLA-B5 è stato estensivamente studiato negli annni precedenti. In studi più recenti è stata documentata la presenza dell’allele HLA-B5101nel 72% dei pazienti con SB ed è stato osservato che predispone, specialmente negli uomini, a presentare una forma più severa di malattia, come uveiti ed eritema nodoso. Studiosi giapponesihanno evidenziato che l’analisi polimorfica del Tuk-a microsatellite localizzato tra i geni HLA e quelli del TNF ha evidenziato che il gene della SB è localizzato presso il gene HLA-b, ma non è il gene HLA –B51stesso. Si ritiene che altri importanti geni correlati alla SB esistano nella regione tra TNF e HLA-B o HLA-C, compresi i geni MIC, PERB e NOB. Utilizando le considerazioni sovra-esposte, è stato preso in considerazione un possibile modello che spieghi l’eziopatogenesi del SB: un fattore esogeno (virale o batterico) è presentato dai macrofagi ed è riconosciuto dai T-linfociti CD4+ nel contesto degli antigeni MIC di II classe. Cellule Th – 1 attivate producono citokine ( IL-2, IFN-y, TNF-b) ed inducono una proliferazione B-cellulare. L’IFN-y attiva i macrofagi a rilasciare TNF-a, e IL-8 che possono indurre l’espressione di molecole di adesione sulle cellule endoteliali. L’IL-8 induce anche la chemiotassi ed attiva i neutrofili: entrambi gli eventi sono responsabili del passaggio sia dei polimorfonucleati che di T-linfociti attivati attraverso l'’ndotelio, verso le sedi di flogosi. I fattori genetici possono contribuire alla costituzione ed al’’evoluzione della malattia.